La pandemia ha evidenziato ancora di più la carenza di infermieri si sa… e quelli che ci sono, sono  impegnati nell´assistenza dei pazienti complessi sia in ambito ospedaliero che in ambito extra-ospedaliero…

Questa emergenza pandemica e di  contingenza, ha fatto però emergere anche un nuovo  fenomeno: “il rimpiazzo dell´infermerie”  …per cosa?  Per fare per una iniezione intramuscolare, per la somministrazione  della terapia, per una medicazione, per istruire/educare la persona all‘ auto-somministrazione dei tamponi ecc….

Il cittadino deve sapere che nessuno può “rimpiazzare” l´infermiere…  neanche per una singola attività. La competenza degli infermieri è fatta non solo di abilità tecniche ma di capacità di ragionamento clinico per risolvere/prevenire i problemi clinico-assistenziali dei pazienti a 360 gradi. Un percorso formativo Universitario Professionalizzante di tre anni, costituito da circa 3600 ore tra teoria e tirocini, (dai contesti di Residenze per anziani a contesti di terapia intensiva).

Gli infermieri sono innegabilmente infungibili e come OPIBZ ci teniamo a fra notare, come spesso nel periodo pandemico gli infermieri vengano associati/scambiati/sostituiti da altre figure di supporto come per es. i farmacisti, i volontari, personale tecnico ecc. figure importantissime e altrettanto necessarie ma che non coincidono con la professionalità degli infermieri… non confondiamo il cittadino!!!

Come  OPIBZ vogliamo sottolineare che la carenza di infermieri anche in periodo di emergenza come questo… non deve e non può in nessun modo dare adito a nessuno… che possano essere „rimpiazzati“ dagli altri. Se e chi decide di affidare attività, strettamente legate a profili professionali sanitari, ad altri, se ne assuma la responsabilità e/o inoltre l‘onesta intellettuale di informare con chiarezza il cittadino che ha il diritto di dare il suo consenso o meno ad essere assistito da personale non sanitario o da personale con qualifica e competenza non equipollente a quella degli infermieri…

È indispensabile che la risposta ai bisogni di salute e di assistenza dei cittadini, preveda che vi siano i professionisti sanitari di cui hanno diritto i cittadini, a garanzia dell’Articolo 32 della Costituzione, la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

OPIBZ