L’educazione terapeutica, come definito dall’OMS, dovrebbe permettere al paziente di acquisire e mantenere le capacità e le competenze che lo aiutano a vivere in maniera ottimale con la sua malattia. L’educazione terapeutica è un processo condiviso Un processo centrato sul paziente
Secondo l’profilo professionale (/index.php?option=com_content&view=article&id=22957&catid=137&Itemid=1001) e ribadita dalla Legge 42/99; non si tracuri poi il risvolto etico (/index.php?option=com_content&view=article&id=29215&catid=137&Itemid=1001) della funzione educativa dell’infermiere, che con il suo intervento collabora per evitare al paziente dolori eludibili, peggioramenti della condizione clinica e stati di ansia correlati alla mancata padronanza delle situazioni.
Partendo dalla valutazione del livello di health literacy (/index.php?option=com_content&view=article&id=29084&catid=150&Itemid=1001) del singolo assistito, ovvero dall’insieme di abilità cognitive e sociali che permettono all’individuo di accedere, comprendere e utilizzare le informazioni utili al mantenimento e alla promozione del proprio stato di salute, il team multidisciplinare definirà le priorità e le competenze chiave che la persona dovrà padroneggiare e lo farà de-strutturando, scomponendo le varie azioni che caratterizzano determinati compiti, riflettendo sulla loro complessità, sull’inusualità del percorso per il paziente e sul particolare stato d’animo che esso si trova a vivere.
Definiti in maniera collegiale obiettivi e competenze, individuata dunque la diagnosi educativa – caratterizzata da un verbo che esprima un’azione misurabile – si procede alla negoziazione del contratto, specifico o di sicurezza a seconda dei casi; sondando le dimensioni biologico-clinica, socio-professionale, cognitiva e psico-affettiva, si concordano con il paziente e/o con il caregiver i contenuti, i metodi e gli strumenti di apprendimento e di valutazione.
Stendere un contratto, che ha valore di impegno reciproco, rappresenta di per sé uno stimolo per il paziente, il quale percepisce a fondo l’impegno e ha la possibilità di comprenderne le finalità; motivazione e chiarezza degli scopi da raggiungere, gli altri elementi principali.
Tuttavia, l’educatore curante deve accettare che il paziente non raggiunga tutte le competenze contemporaneamente, ma ha l’obbligo di considerare ogni paziente come potenzialmente capace di raggiungerle. Non c’è niente di prestabilito e ogni contratto può evolvere in funzione della durata dell’apprendimento, di nuovi eventi che intervengono nella vita o nella malattia del paziente, dell’evoluzione dei suoi bisogni (J. F. d’Ivernois, R. Gagnayre) Bibliografia J. F. d’Ivernois, R. Gagnayre – edizione italiana a cura di M. G. Albano, L. Sasso, Educare il paziente. Un approccio pedagogico, McGraw-Hill, Milano, 2009
S. Benini, Pedagogia e infermieristica in dialogo. Per uno sviluppo delle competenze educative, comunicative e relazionali nella pratica assistenziale, Clueb, Bologna, 2006